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Rinnovabili, investimenti boom in Italia nel 2022 ma resta il nodo delle autorizzazioni
16 May 2023

Rinnovabili, investimenti boom in Italia nel 2022 ma resta il nodo delle autorizzazioni

Investimenti previsti per 41 miliardi di euro, il triplo rispetto al 2021, per quasi 39 GW di potenza. Dati e tendenze nell’Irex Annual Report di Althesys.

Il settore delle energie rinnovabili vive un momento straordinario facendo segnare un cambio di passo soprattutto in Italia, sulla scia del Pnrr e dei nuovi obiettivi al 2030.

Gli investimenti programmati nel 2022 in Italia da tutte le imprese italiane e straniere delle rinnovabili (e dagli operatori italiani all’estero) si aggirano sui 41 miliardi di euro, con un’impennata della potenza coinvolta da tali investimenti che ha toccato la quota record di 38,9 GW, quasi triplicata rispetto ai 15 GW del 2021.

Le operazioni finanziarie complessive sono 958, più del doppio di quelle rilevate nell’anno precedente.

Sono i numeri principali dell’Irex Annual Report 2023, lo studio di Althesys che dal 2008 monitora il settore delle rinnovabili, analizza le strategie e delinea le tendenze future e che non manca di evidenziare, tuttavia, le perduranti difficoltà autorizzative degli impianti, nonostante i decreti di semplificazione: 3 pratiche su 4 sono ancora in standby. Su 894 totali, ben 673 risultano ancora in corso.

Il report è stato presentato mercoledì 10 maggio dall’economista Alessandro Marangoni nel corso dell’evento “Voltare pagina, le rinnovabili oltre la crisi” che si è tenuto all’Auditorium del GSE.

Le tendenze

Il rapporto evidenzia innanzitutto il ritorno della crescita sul mercato domestico: le operazioni finanziarie si concentrano quasi interamente in Italia e rappresentano il 95% del totale, pari a 34,8 GW e quasi 35 miliardi di euro, con appena 17 iniziative all’estero.

Tra le possibili cause figurano la complessità del quadro internazionale e le strategie di rifocalizzazione sul mercato nazionale, legate sia ai target 2030 che all’attuazione del Pnrr. Nel 2022 la protagonista assoluta tra le tecnologie è stata l’agrivoltaico, con 390 iniziative, 15,8 GW e 12 miliardi di euro, pari al 41% delle operazioni totali.

Il solare che preserva l’uso agricolo dei terreni sottrae il primato al fotovoltaico, che si ferma al 35% delle iniziative, con 11,6 GW per 8,3 miliardi di euro. L’eolico onshore conta 184 iniziative, 10,6 GW e 14,2 miliardi di euro.

Emergono anche le iniziative nel settore dell’eolico offshore, con 63 progetti rilevati nel 2022 e oltre 50 GW di progetti complessivi, sebbene uno solo sia entrato in funzione.

I sistemi di accumulo rappresentano la vera novità del 2022: la capacità censita è stata di circa 898 MW, con un incremento del 91% rispetto al 2021. Complessivamente in Italia si contano circa 227 impianti di storage per 1,5 GW e 2,7 GWh, quasi tutti di taglia residenziale.

La componente storica dello stoccaggio italiano è costituita dai 22 impianti di pompaggio, con una potenza massima di circa 7,6 GW in produzione e una capacità di 53 GWh, di cui l’84% concentrata nei sei impianti principali.

Tra le tendenze future spicca anche il settore dell’idrogeno verde, che ha continuato a porre le basi tecnologiche ed economiche per lo sviluppo della filiera. Nel 2022 il panorama italiano conta 115 iniziative che coinvolgono oltre 150 operatori.

Salgono i costi LCOE

Nel 2022 il valore medio del LCOE per l’eolico onshore in Europa si attesta a 67,8 €/MWh, in crescita del 40% rispetto al 2021. In Italia l’incremento è del 30%, con un valore medio pari a 82 €/MWh.

L’LCOE medio dell’eolico offshore è pari a 78,6 €/MWh, con un aumento del 23% rispetto al 2021, mentre nel fotovoltaico gli impianti commerciali registrano un valore medio di 97,3 €/MWh.

Il nodo delle autorizzazioni

Nonostante le misure di semplificazione, il tema autorizzativo resta critico. A fronte di 894 nuovi impianti censiti nel 2022, il 75% risulta ancora in fase di autorizzazione. La crescita delle domande ha di fatto compensato gli sforzi normativi per accelerare il permitting.

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